Carla Pola: esperta nel benessere completo
Stare bene significa non ammalarsi. Su questo concetto Carla Pola ha incardinato tutta la sua vita e la sua professionalità, sfaccettata come un caleidoscopio ed immersa nei principi guida della millenaria tradizione cinese. Esperta di arti marziali e terapista Shiatsu, segretario nazionale della commissione esami della Federazione Italiana Shatsu, apprezzata naturopata ed iridologa, incarna, con il suo esempio quotidiano il principio che la vera cura non è la rimozione dei sintomi di una malattia, ma il benessere del corpo nel suo insieme per evitare che si ammali.
Qual è la storia che l’ha portata fino a diventare una professionista affermata nel campo della salute? Sono stata una ragazzina estremamente inquieta e curiosa. Incontro l’oriente sotto forma di arte marziale all’età di 17 anni, frequentando, insieme a mio fratello, la palestra del paese dove sono nata. Qui imparo i primi rudimenti di ju jitsu e da subito mi innamoro del concetto romantico di “ giustizia e onore”.
Successivamente diviene a sua volta insegnante… Qualche tempo dopo, nel 93, il mio percorso lavorativo iniziato con il Metodo Henri Chenot mi porta ad insegnare energetica e tecniche estetiche nei Di Bi Center, nel contesto del Progetto Accademia del Gruppo GTS che si proponeva di riconfigurare, da un punto di vista professionale, il ruolo dell’estetista formando professionisti attenti anche al benessere, di fatto strumento irrinunciabile per mantenere forma e bellezza. La mia formazione orientale, il mio interesse per tutto ció che concerne la fisiologia energetica e il modello interpretativo analogico orientale trovano in questo contesto terreno fertile per perfezionare la mia esperienza. Decido così di affrontare una nuova esperienza e intraprendo lo studio della Medicina Cinese Classica applicata allo Shiatsu, una tecnica corporea di derivazione giapponese ma secondo lo stile dei Meridiani Cinesi. Ufficializzo il mio percorso formativo e professionale nel 1996 e in seguito, nel 2000, fondo la Sei- Do Scuola di Shiatsu.
E al proposito di nutrizione, è stato fondamentale il suo incontro con il medico chirurgo Carla Vecchi… Nello stesso anno incontro la dottoressa Carla Vecchi, Omeopata di grande esperienza specializzata in Idrocolonterapia che a tutt’oggi mi onora con la sua amicizia e con la quale inizio una collaborazione profonda e duratura, il Metodo Kousmine e il lavoro per portarlo nel quotidiano ci unisce fin dall’inizio della nostra collaborazione che poi si allarga anche alle tecniche corporee. La scuola che ho frequentato va nella direzione di armonizzare il QI, ovvero la struttura e n e r g e t i c a della persona e la capacità di agire con essa per creare equilibrio, armonizzazione energetica. Condizioni che trasferiscono sul piano fisico un miglioramento.
Lei è anche un’apprezzata naturopata? Vorrei dire di sì, il mio percorso inizia con il dott. Rudy Lanza, perfezionato, in seguito, attraverso i corsi della Associazione Italiana Farmacisti e Fitoterapeuti. Nel contempo realizzo un interessante studio Iridologico in collaborazione con la ditta Santiveri di Forlí, leader europeo nel settore dei prodotti naturali.
E di arti marziali si occupa ancora? Nel 2005, altro anno di svolta, incontro il maestro Severino Maistrello continuo a studiare e insegnare, il Tai Chi Chuan stile Fu. Ho avuto molti insegnanti ma mi piace pensare a lui come a un Maestro, per la sua competenza e per il carisma. La Sei Do Scuola di Shiatsu diventa, di conseguenza, Scuola di Shiatsu e Tai Chi. Sempre lo stesso anno, inoltre, entro a far parte della Commissione Esami della Federazione Italiana Shiatsu della quale in seguito ricopriró anche il ruolo di segretaria.
Parliamo del nuovo progetto nel nuovo centro che partirà da gennaio. Un progetto molto ambizioso che cerca di stabilire un nuovo linguaggio mamma-papà/ bambino-ragazzo che passa attraverso il contatto, limita al massimo la comunicazione verbale e usa come tramite la propriocettività sia dell’uno che dell’altro puntando su una empatia che aiuta a superare le “barriere” della comunicazione. Si cerca di creare un livello di interazione basato sul “sentire” privo di giudizio e aperto all’altro attraverso tecniche corporee di sfioramenti e pressioni su punti specifici.
Articolo uscito sulla rivista Naturalmente Benessere di Modena
| < Prec. |
|---|



